La Fondazione celebra i 115 anni della Torres con una serie di eventi straordinari: dal teatro all’editoria, dall’atletica al sociale: ecco le tantissime iniziative rossoblù

Una grande festa, una commedia teatrale, una grande iniziativa tra sport e sociale, il sostegno a tutte le squadre che portano con onore il nome e i colori sociali, un’iniziativa editoriale per celebrare passato, presente e futuro, un prodotto multimediale per celebrare alcune figure straordinarie di questa lunga storia e molto altro ancora. La Fondazione Sef Torres 1903 celebra i 115 anni del sodalizio sportivo sassarese e lo fa in grande. I vertici dell’organizzazione nata nel 2013 per volontà di tutte le anime del tifo sassarese ha allestito un calendario di iniziative davvero straordinarie per rimpolpare la propria attività, che da Statuto continua a perseguire l’obiettivo di custodire, promuovere e risaltare quei valori di cui da sempre la Torres, anche al di là della propria attività agonistica, è portatrice sana. Valori che appartengono alla sua gente e a tutta la città di Sassari, con cui esiste un legame che va al di là del tifo sportivo e ispira processi di identificazione ancora molto forti e radicati. Anche a distanza di 115 anni, tanti quanti la Sef Torres ne compirà nel 2018, tanti quanti ne sono passati dal quel lontano 1903 in cui un gruppo di giovani e audaci sassaresi si incontrarono in vicolo Bertolinis e decisero di dare vita al sodalizio sportivo e calcistico più antico e longevo di tutta la Sardegna, nonché tra i primi in Italia.

«Il nostro progetto strizza l’occhio al sociale e si appropria di ogni strumento, dalla cultura allo sport, dalla formazione all’informazione, per diffondere una sana cultura sportiva come base di una società in cui determinati valori come lealtà, rispetto, onestà, passione, sfida devono essere collocati nel giusto ordine e nella giusta dimensione», afferma il presidente della Fondazione Torres, Umberto Carboni. «Da alcuni anni ci siamo posti l’obiettivo di fare da anello di congiunzione tra tutte le società rossoblù, a iniziare ovviamente dalla squadra di calcio maschile – spiega l’avvocato – per proseguire con la femminile, il tennis e il basket, con cui abbiamo instaurato un rapporto solido e costante già in questi primi anni, fino ad arrivare agli arcieri, al calcio a 5 femminile e alla squadra di volley, con cui stiamo dialogando ora, in vista di un loro prossimo coinvolgimento nel progetto».

I 115 anni di storia polisportiva saranno documentati. «Tra le iniziative per celebrare questo straordinario traguardo c’è la realizzazione di un almanacco rossoblù», annuncia Carboni. La Fondazione ha affidato al giornalista Giovanni Dessole il compito di una certosina e minuziosa raccolta di dati e immagini, già in corso, per ripercorrere attraverso i numeri e i volti dei protagonisti questo lungo racconto di sport, ma anche di costume e di storia di una città e della sua squadra. L’idea è di ispirarsi all’Almanacco illustrato del calcio edito annualmente da Panini, ma che ricomprenda tutto ciò che è possibile sapere dalla nascita della Torres a oggi. A supporto dei numeri, ci saranno anche le testimonianze dei protagonisti. «Nel 2018 sarà realizzato un documentario composto da una serie di interviste a figure che più di altre raccontano la peculiarità del fenomeno Torres, della sua longevità – dice ancora il presidente della Fondazione – e della sua straordinaria simbiosi con una città che nell’arco di oltre un secolo ha sempre vissuto degli stessi alti e bassi decretati dal campo, ma che come la Torres ha sempre saputo risorgere». La realizzazione del documentario è stata affidata alla casa di produzione BurnOut Film del regista sassarese Paolo Pisanu, che si avvarrà della consulenza e della collaborazione del giornalista Gian Mario Sias.

In primavera il grande anno di celebrazioni rossoblù raggiungerà il suo apice grazie a due eventi eccezionali e unici, nel vero senso della parola. Il primo coinvolge il progetto di Filippide, l’associazione sportiva dilettantistica di Porto Torres che lavora all’inserimento sociale di persone autistiche, nata dal sogno e soprattutto dall’impegno di chi crede che con lo sport si possa crescere, imparare a stare insieme, divertirsi e migliorarsi. Filippide si occupa di atletica e i suoi allievi sono bambini, ma anche uomini over 50. Attualmente gli atleti di Filippide sono una ventina tra corridori e camminatori. Grazie alla Fondazione Torres e al sostegno di tutto il popolo rossoblù, una loro rappresentanza quest’anno farà una grande esperienza. «Insieme al loro preparatore atletico e ai dirigenti dell’associazione si sta scegliendo una tra le mezze maratone di Edimburgo, Madrid, Berlino o Barcellona», è la notizia diffusa da Umberto Carboni. «I ragazzi correranno con la maglia della Fondazione Torres, realizzata per l’occasione, e saranno promotori anche oltre i confini nazionali del simbolo e dei principi che condividiamo con Filippide e con chiunque interpreti lo sport in questo modo», aggiunge. Insieme alla Fondazione, potranno contribuire tutti. «Abbiamo pensato di mettere in piedi una vera e propria attività di crowdfunding – riferisce il presidente – chiunque potrà acquistare le maglie fatte realizzare dalla Fondazione e sostenere la spedizione, che al di là degli aspetti agonistici rappresenta per gli atleti coinvolti un’esperienza umana straordinaria, a iniziare dal viaggio, dall’aereo e dallo sperimentare un altro contesto». L’appuntamento è fissato per aprile.

Nel 2018 il palcoscenico della Torres non sarà solo il prato verde dello stadio Vanni Sanna, ma anche lo stage in legno del teatro Verdi di via Politeama. In maggio la Compagnia Teatro Sassari porterà in scena una commedia teatrale a forti tinte rossoblù scritta a quattro mani dai giornalisti Roberto Sanna, già autore di opere editoriali dedicate allo sport, e Cosimo Filigheddu, che da diversi anni si diletta nella scrittura per il teatro e collabora proficuamente con la compagnia di Mario Lubino. A spiegare il progetto sono i diretti interessati. «Queasta commedia ripercorre un pezzo di storia di Sassari, rappresentata negli anni Novanta e proiettata verso il futuro», racconta Filigheddu. «La Torres sarà protagonista di una storia in cui c’è molta Sassari, ma anche le vicende che caratterizzano oggi il calcio italiano – dice ancora il co-autore – la storia del protagonista si intreccia con le vicende della squadra e della società, che storicamente coincidono con quelle della città». Non sarà una commedia dialettale, «ma ci sarà dentro Sassari e il suo spirito», è l’annuncio. Come spiega Roberto Sanna, «la cosa è nata qualche anno fa, su suggerimento di Cosimo ho iniziato a scrivere il testo». Poi l’idea è venuta fuori da sola. «Il fulcro è proprio «l’intreccio tra la Torres e Sassari, perché storicamente le vicende della squadra si intrecciano con quelle della città – conclude Sanna -  e dal declino o dalla salita della Torres emerge quello di Sassari».

Mario Lubino, della Compagnia Teatro Sassari, è molto incuriosito. «Una commedia di carattere sportivo è più unica che rara – dice l’attore e regista teatrale – normalmente tutto ciò che è stato scritto sullo sport viene realizzato al cinema». Non solo. «Sarà interessante rileggere Sassari attraverso il filtro della storia della Torres, da sempre importante per la città e la sua gente, al di là dei ciclici fenomeni di disaffezione, come quello che si sta vivendo». Ma l’obiettivo della Fondazione, anche attraverso tutti questi straordinari appuntamenti, in fondo è proprio quello di «ravvivare la passione della città per la Torres, i suoi colori, i suoi valori – conclude Umberto Carboni – e la sua storia, che è fortemente orientata al futuro». Ed è proprio guardando avanti che la Fondazione Torres ha programmato per il 21 dicembre al Café Set il “Natale rossoblù”: sarà un brindisi augurale con tutti i sodalizi sportivi che portano il nome della Torres, ma anche con istituzioni e appassionati, per inaugurare ufficialmente i festeggiamenti del 115° anniversario.

 

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